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L’itinerario permette di conoscere i principali monumenti e fra questi molte chiese, attorno ai quali si è formata la storia documentata del paese dal Medio Evo fino ai giorni nostri. Percorrendo via Baracca verso via Sabbioncelli, dove ogni martedì si tiene il mercato, e percorrendo quest’ultima verso largo Crimea, si giunge al viale alberato di via Madonna, al termine del quale vi è la Chiesa della Madonna di San Cassiano.
Lo stesso motivo portò a successivi rimaneggiamenti avvenuti nel corso del XVII e XVIII secolo. Della costruzione più antica, si conservano solo tre altari in marmo del XVII secolo, disposti entro cappelle laterali. Le decorazioni pittoriche risalgono alla fine dell’800. Tale intervento ha permesso di riammirare i ricchi decori ottocenteschi e le statue in cotto di San Secondo, San Rocco e San Michele. Al centro della facciata stessa vi è poi lo stemma originale del Comune, decoro inconsueto per la facciata di una Chiesa. La struttura è ampia e maestosa, a croce latina dilatata dalla grande cupola collocata all’incrocio della navata centrale con i transetti. L’altare maggiore (1866) è in stile neoclassico, ornato da angeli in legno scolpiti. Nel primo dopoguerra davanti alla Chiesa Parrocchiale venne collocato il Monumento ai caduti, poi spostato nel Giardino Comunale ove è tuttora. E’ conosciuta anche come “Chiesa dei Rossi (i Russ)” poiché fu sede della Confraternita del SS. Sacramento, i cui membri portavano delle vesti di colore rosso durante le funzioni sacre. Risalente alla fine del XVI secolo, la facciata, restaurata nel 2002, presenta le statue di San Bartolomeo, di San Pietro e di San Paolo. L’interno, ad unica navata, è molto spoglio e privo di decorazioni significative. Questa torre campanaria, divenuta pericolante veniva demolita e al suo posto nel 1827 venne ultimato il nuovo campanile, sulla cui facciate nel 1851 venne dipinta la meridiana. E’ alto 42 m e ospita quattro campane collocate nel 1994 in sostituzione delle originarie che si erano fessurate per usura. Meno di un tempo, ancora oggi i rintocchi delle campane, suonati in modi differenti, scandiscono gli eventi di interesse per la comunità (matrimoni, funerali, sante messe, orazioni, ecc.). Questa posizione generò non poche accese discussioni nella comunità di allora, soprattutto fra clero ed autorità civili, cosicché nel 1935, dopo che il Comune ebbe acquistata l’area privata ove venne realizzato il giardino comunale, il monumento veniva spostato nella attuale posizione. Al termine dei lavori di riqualificazione del giardino comunale nel 2000, su progetto dell’architetto Arrigoni di Viareggio, il monumento ha riacquistato risalto e importanza: risulta ora a ridosso del prato monumentale del giardino, il cui muro di contenimento è allineato sulla perpendicolare allo spigolo sud-ovest della Torre Campanaria. Nel 1358, a seguito della vittoria di Galeazzo Visconti su Novara, venne distrutto insieme a tanti altri castelli del novarese. Tuttavia testimonianze successive ne documentano la presenza parziale. L’attuale campanile potrebbe essere stato costruito sopra i resti del precedente che, in quanto “tozzo e basso”, poteva essere stato una delle torri del castello. Venne demolito nel 1826 a seguito dei lavori di costruzione del nuovo campanile e nello stesso anno venne acquistata la casa dall’altra parte della piazza che lo ospita tuttora. L’edificio ha subito nel corso degli anni varie modificazioni che lo hanno portato ad ospitare al piano terra prima un bar e poi la farmacia comunale. Annesso al Palazzo Municipale, ma con ingresso indipendente nel giardino comunale, vi è la sala Polivalente Comunale, già Teatro Comunale del quale rimane la pensilina e la scritta di ingresso. Risalente all’inizio del XVI secolo, come riscontrabile dalla cupoletta dipinta da De Canta nel 1523, nel corso dei secoli ha subito diversi adattamenti fino ad arrivare ad oggi con dimensioni ridotte, soprattutto a causa del crollo del campanile e della demolizione della sacrestia avvenuta negli anni trenta per allinearla agli altri fabbricati della via e rendere più agevole il traffico. In tale occasione venne spostata anche la porta di ingresso dalla piazza Dante Alighieri aprendola su via Baracca ove si trova tuttora. Il piccola interno è a croce greca, i cui bracci sono uniti al quadrato centrale da importanti archi di attacco con sottoarchi decorati. La copertura è costituita da un tamburo e da una cupola ottagonale irregolare, chiusa dalla lanterna. Sono diversi gli affreschi presenti, restaurati insieme a tutto l’Oratorio recentemente, tra i quali vi è esposta una Madonna con Bambino “strappato” da un edificio di proprietà comunale posto in via IV Novembre, prima della sua demolizione, e successivamente restaurato. La sua origine è incerta anche se alcuni documenti citano la «…Chiesa di San Michele in Cameri…» già nel 1173. La Chiesa ha la facciata scandita da otto lesene a due ordini sovrapposti. Il semplice interno è ad unica navata che prosegue con un ampio presbiterio ed un coro, dove si trova la grande ancona lignea scolpita e dorata, con al centro la grande tela raffigurante San Michele. Sul lato nord della navata, vi è la Cappella del Crocifisso. L’altare maggiore, in marmo colorato, è in stile barocco. Sulla controfacciata di ingresso è collocato l’organo a canne, con balaustra lignea. Venne restaurata nel corso del 1998. L’area attorno alla colonna nel 1926 veniva sistemata a fontana con giardino. Oggi è sistemata a verde pubblico. La colonna è una delle due che fino al 1887 ornavano la facciata della Chiesa Parrocchiale. La tradizione vuole che tutta la popolazione partecipasse alla costruzione con propri denari ma anche semplicemente trasportando gratuitamente i mattoni dalla fornace (presumibilmente quella di Codemonte o un’altra posta sulla sponda sinistra del terdoppio all’altezza di Cascina Argine), per mezzo di una lunga fila di persone. Venne terminato nel 1762. Contiene gli affreschi più noti del territorio comunale, eseguiti da Lorenzo Peracino “il vecchio” nel 1763 e nel 1764. Con Regio Decreto del 28/08/1905 La Chiesa di San Giuseppe è stata classificata come Monumento Nazionale. La muratura originaria, risalente alla seconda metà del XI secolo, è tuttora visibile ed è composta da laterizi e ciottoli disposti a spina di pesce. Degli affreschi si evidenzia la “Vergine in trono con il Bambino tra S. Giovanni Battista e S. Biagio”, molto semplice ma di forte impatto. La Chiesa contiene tipici elementi dell’architettura barocca, come ad esempio le cappelle laterali che si aprono lungo la navata centrale. Tra queste ve ne è una rappresentate il “Monte Calvario col Cristo Crocifisso” al quale porta la Scala Santa da percorrere in ginocchio, recitando preghiere ad ogni gradino. Numerosa la presenza di statue. L’altare maggiore è in marmo nero realizzato nel 1671, completato da una tela del settecento raffigurante “San Cassiano mentre gli appare in visione la Vergine con il Bambino”. La volta a botte è decorata con altri due momenti essenziali della vita della Madonna: “l’Annunciazione” e “l’Assunzione”. Ad unica navata, esternamente risulta spoglia, mentre all’interno è ricca di affreschi del XVIII secolo che si presentano omogenei per la presenza di false architetture dipinte. Altri affreschi, di epoca precedente, raffiguranti la via Crucis lungo i muri perimetrali, sono ormai quasi scomparsi E’ costruito secondo tre triangolazioni geometriche, contenenti riferimenti al passato (le tre statue in basso, tra le quali un bambino mai nato raffigurato con le ali al posto degli arti, rappresentano tutti i caduti della seconda guerra mondiale), al presente (le tre statue al centro rappresentano una madre con in braccio il figlio, una persona che guarda in basso verso il passato ed un’altra che guarda in alto verso il futuro) ed al futuro (rappresentato dal fiore simbolo della speranza dei giovani). Davanti al monumento vi è una fontana creata dallo stesso Rossi rappresentante le rocce e le cascate delle nostre montagne e una lastra commemorativa riportante una frase scritta dal martire Giambone. |

ampie dimensioni tra il 1583 e il 1591, presumibilmente al fine di contenere la popolazione in costante aumento. 


Un’antica tradizione, priva di riscontro nei documenti storici, afferma essere stata la prima Chiesa Parrocchiale di Cameri. Probabilmente vennero tenute le funzioni parrocchiali dopo il 1583, quando venne abbattuta la vecchia Chiesa Parrocchiale per edificare la nuova di proporzioni più vaste.




